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Conferenza delle Regioni, linee guida sui tirocini riabilitativi

Dal sito della Conferenza delle Regioni

Risalgono a due anni fa le linee guida sui tirocini formativi; tale atto, pensato per combattere gli abusi connessi all’utilizzo dei tirocinanti per ridurre i costi aziendali anziché per rafforzare il percorso formativo, conteneva una serie di previsioni a garanzia del tirocinante (durata di sei – dodici mesi eccetto che per le persone con disabilità, limitazioni numeriche, indennità, non ripetibilità). Questa disciplina lasciava scoperte le situazioni relative a persone che, per la propria situazione di grave disagio sociale, possono giovarsi di un inserimento in un contesto produttivo, ma sono lontani da un possibile esito lavorativo e per i quali è necessario prevedere strumenti diversi.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha a questo proposito approvato un documento che stabilisce le “linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione”. di seguito alcuni degli aspetti di maggior rilievo

1. Definizione

Oltre alle tipologie espressamente previste all’interno delle Linee Guida in materia di tirocini vengono istituiti i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione in favore di persone prese in carico dal servizio sociale professionale e/o dai servizi sanitari competenti.

2. Durata del tirocinio

La durata dei tirocini di cui al presente Accordo non può essere superiore a 24 mesi. Il tirocinio può essere prorogato o ripetuto, anche oltre i 24 mesi solo in seguito all’attestazione della sua necessità da parte del servizio pubblico che ha in carico la persona.
3. Modalità di attivazione 

Alla convenzione che regola i tirocini di cui al presente Accordo deve essere allegato un “progetto personalizzato” per ciascun tirocinante, predisposto sulla base di modelli definiti dalle Regioni e Province autonome, da sottoscrivere da parte dei soggetti coinvolti nell’esperienza di tirocinio (tirocinante, soggetto ospitante e soggetto promotore nonché della Pubblica Amministrazione che ha in carico la persona se diversa dal soggetto promotore o ospitante)
4. Modalità di attuazione

Al fine di assicurare il conseguimento delle finalità proprie di questi tirocini, le Regioni e le Province autonome possono definire misure di agevolazione, di tutela e modalità organizzative.
I tirocini di cui al presente Accordo sono esclusi dai limiti relativi al numero massimo di tirocini attivabili all’interno della medesima unità operativa. Per le particolari caratteristiche e natura del tirocinio di cui al presente Accordo, l’attivazione dello stesso non può essere inserito tra le modalità stabilite delle convenzioni di cui art. 11, comma 2, della legge n. 68/99 per il soggetto ospitante.

5.  Indennità

Per i tirocini di cui al presente Accordo, l’indennità costituisce un sostegno di natura economica finalizzata all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione indicata dal progetto personalizzato. L’indennità è corrisposta, di norma, da parte dell’ente responsabile che ha preso in carico il tirocinante.

documento approvato - LINEE GUIDA SUI TIROCINI DI ORIENTAMENTO, FORMAZIONE E INSERIMENTO/REINSERIMENTO PER L’INCLUSIONE SOCIALE, L’AUTONOMIA DELLE PERSONE E LA RIABILITAZIONE

 

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Autore: Marocchi

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