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La nuova disciplina sulla cooperazione allo sviluppo

Il 17 luglio 2014 l’Assemblea della Camera – con 251 voti favorevoli, 72 astensioni e 2 voti contrari – ha approvato il disegno di legge sulla Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo, in un testo (C. 2498-A) modificato rispetto a quello già approvato dal Senato (25 giugno). Il provvedimento, che passa di nuovo all’esame dell’altro ramo del Parlamento, riforma integralmente il precedente assetto istituzionale della cooperazione allo sviluppo ed adegua la normativa italiana ai nuovi principi ed orientamenti emersi nella Comunità internazionale sulle grandi problematiche dell’aiuto allo sviluppo negli ultimi venti anni. La riforma sancisce il principio secondo cui la cooperazione per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace è “parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia”, modificando in questa prospettiva la denominazione stessa del Ministero degli Affari esteri, che assume la nuova denominazione di “Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale”.

Il disegno di legge indica gli obiettivi della cooperazione nello sradicamento della povertà, nella riduzione delle disuguaglianze, nell’affermazione dei diritti umani e della dignità degli individui – compresa l’uguaglianza di genere e le pari opportunità -, nella prevenzione dei conflitti e nel sostegno ai processi di pacificazione.

E’ prevista l’adozione di un Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, approvato dal Consiglio dei ministri, previa acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti, entro il 31 marzo di ogni anno.

I poteri di indirizzo e controllo del Parlamento, espletati tramite i pareri delle Commissioni competenti, si estendono anche agli schemi di regolamento per lo Statuto dell’istituenda Agenzia italiana per la cooperazione internazionale e per il riordino della struttura del Ministero.

Sul fronte domestico, la politica di cooperazione contribuisce, anche per il tramite delle comunità di immigrati presenti sul territorio nazionale, alla delineazione di politiche migratorie condivise mentre, sul versante esterno, l’appropriazione (ownership) dei processi di sviluppo da parte dei Paesi beneficiari è indicata nel disegno di legge come uno dei presupposti per l’efficacia degli aiuti, che non possono, neppur in forma indiretta, essere utilizzati per finalità militari.

Il provvedimento afferma, quanto al canale multilaterale, il principio di armonizzazione delle politiche nazionali di cooperazione con quelle dell’Unione europea mentre, per il partenariato territoriale, riconosce alle Regioni ed agli altri Enti territoriali la possibilità di attuare iniziative di cooperazione allo sviluppo con organismi di analoga rappresentatività territoriale.

Nell’ambito dell’aiuto pubblico allo sviluppo rientrano anche gli interventi di emergenza umanitaria deliberati dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

La nuova governance del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo, prevede l’istituzione del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) e del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, composto dai principali soggetti pubblici e privati interessati, ma la principale innovazione sta nella nascita dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, con personalità giuridica di diritto pubblico, che attua gli interventi di cooperazione operando sulla base delle direttive emanate dal Ministro, in attuazione degli indirizzi stabiliti dal Documento triennale di programmazione. Al Direttore, selezionato sulla base di criteri di trasparenza tra soggetti in possesso di requisiti di particolare e comprovata qualificazione professionale e di documentata esperienza, viene attribuita autonomia decisionale di spesa entro il limite massimo di 2 milioni di euro.

L’approvazione di iniziative di cooperazione di valore superiore è demandata all’istituendo Comitato congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo. Resta comunque operante, benché ridotta, la competente Direzione generale presso il MAECI.

fonte: www.camera.it

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Autore: diluca

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