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Unioncamere, oltre 10 mila imprese collaborano attraverso contratti di rete

Il Centro Studi Unioncamere ha presentato i dati relativi ai contratti di rete registrati presso le Camere di Commercio.

Si tratta di un fenomeno di particolare interesse perché rivela la propensione alla collaborazione delle imprese italiane. Le reti di impresa registrate sono circa 2 mila e vi aderiscono oltre 10 mila imprese.

A scegliere la strada della collaborazione sono state, dal 2009 ad oggi, prevalentemente le piccole imprese. Rilevante, però la presenza delle medie imprese (che rappresentano più dell’8% degli aderenti), le quali svolgono spesso un ruolo di “catalizzatore” e di traino.

Fra le regioni spetta alla Lombardia il primato della collaborazione formalizzata tra imprese: 596 i contratti, ai quali aderiscono 2.164 imprese. A seguire, Emilia Romagna (1.196 imprese e 373 contratti) e Toscana (1.043 imprese e 197 contratti). La prima regione meridionale a distinguersi è l’Abruzzo con 164 contratti e 603 imprese, tallonata, tra le altre realtà del Sud, da  Puglia e Campania.

Una opportunità nuova, che molte imprese presenti in rete hanno già colto pienamente, è quella della green economy, non solo attraverso lo sviluppo delle rinnovabili e l’efficientamento energetico, ma soprattutto puntando alla “riconversione verde” dell’offerta di beni e servizi, applicando tecnologie a maggior risparmio energetico o a minor impatto ambientale, con quasi 330 contratti di rete che fanno diretto riferimento a tali obiettivi. Molto diffuso, però, anche l’obiettivo di accrescere il business sui mercati esteri (interessa circa 460 contratti), anche attraverso la creazione e/o la condivisione di un marchio comune di rete (in circa 15 casi). La volontà di promuovere un marchio collettivo è comunque più diffusa e arriva a riguardare 44 contratti, mentre le attività di ricerca e sviluppo e quelle brevettuali fanno esplicitamente parte delle finalità di 90 aggregazioni.

Se la natura stessa dei contratti di rete fa sì che il principale collante dell’aggregazione risieda nello sviluppo di servizi integrati a beneficio dei soggetti aderenti (oltre 680 contratti si ispirano, tra gli altri, a questo presupposto), è, poi, il rafforzamento delle capacità innovative e della competitività aziendale ad essere indicato come altro rilevante motivo di ricorso all’aggregazione (in circa 660 contratti), frequentemente combinato con l’adozione o la realizzazione comune di avanzamenti tecnologici (in circa 360 aggregazioni reticolari) o ad attività di progettazione (che improntano 470 reti). Un ulteriore fine comune è quello del perseguimento di economie di scala nelle attività di promozione e marketing, cui fanno esplicito riferimento più di 350 contratti.

Vedi la notizia sul sito di Unioncamere

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Autore: Marocchi

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