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Basilicata
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Istituzione del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza

La regione Basilicata con la Legge regionale n.18 del 29 giugno 2009 (B.U. 03/07/2009, n.29) ha previsto l’ Istituzione del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Di interesse per il volontariato gli articoli 2 e 4. 

Articolo  2 – Funzioni
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) esercita i compiti di cui all’articolo 12 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e resa esecutiva ai sensi della Legge 20 marzo 2003, n. 77;
b) vigila sulla applicazione nel territorio regionale delle Convenzioni e degli altri strumenti internazionali, della normativa europea, nazionale e regionale in materia di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza;
c) promuove, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 primo e quarto comma della Costituzione, iniziative volte ad affermare la piena attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, anche da parte delle competenti istituzioni regionali e locali;
d) promuove la diffusione di una cultura finalizzata al riconoscimento delle bambine, dei bambini e degli adolescenti come soggetti titolari di diritti, anche in collaborazione con la Consulta regionale di protezione e pubblica tutela dei minori e con il Comitato Italiano per l’UNICEF, con gli Enti Locali, le scuole, le associazioni di volontariato , gli ordini professionali e gli stessi minori di età;
e) promuove iniziative a favore dei bambini ospedalizzati e delle loro famiglie, vigila sulla attività delle strutture sanitarie e socio-assistenziali;
f) svolge attività di vigilanza, anche attraverso indagini e ispezioni, sull’assistenza prestata ai minori accolti in strutture residenziali e, comunque, in ambienti esterni alla propria famiglia;
g) verifica gli interventi volti all’accoglienza ed all’inserimento dei minori stranieri anche non accompagnati;
h) accoglie le segnalazioni in ordine a casi di violazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza provenienti da persone anche di minore età, dalle famiglie, dalle scuole, da associazioni di volontariato ed enti;
i) promuove iniziative di ascolto e di informazione destinate all’infanzia e all’adolescenza anche attraverso la istituzione e la gestione di un’apposita linea telefonica gratuita, al fine di raccogliere le denunce di violazione dei diritti e fornire informazioni sulle modalità di tutela e di esercizio dei diritti delle persone minori di età;
j) favorisce la mediazione nelle situazioni di conflitto che coinvolgono direttamente o indirettamente bambine, bambini e adolescenti svolgendo attività di ascolto, conciliazione e persuasione nei confronti dei soggetti privati ed istituzionali;
k) vigila in collaborazione con il CO.RE.COM. (Comitato Regionale per le Comunicazioni) sulla programmazione televisiva, sulla comunicazione audiovisiva e telematica e della stampa sotto il profilo della percezione e della rappresentazione infantile, allo scopo di segnalare all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e agli organi competenti eventuali trasgressioni; l) promuove corsi di formazione di persone idonee ad assumere funzioni di rappresentante dei minori e svolge attività di consulenza nei confronti di tutori e curatori;
m)promuove forme di partecipazione delle bambine, dei bambini e degli adolescenti alla vita delle comunità locali e di coinvolgimento in ordine alle decisioni che li riguardano ed, in particolare, rispetto alla progettazione di spazi e di interventi a loro favore; sollecita la piena attuazione della Legge Regionale 16 febbraio 2005, n. 10 “Interventi per la promozione di diritti ed opportunità per l’infanzia e l’adolescenza e per lo sviluppo di progetti per città dei bambini e delle bambine”;
n) esprime, su richiesta dei competenti organi, pareri, proposte e rilievi su proposte di legge, regolamenti ed atti amministrativi in ordine all’impatto sull’infanzia ed adolescenza;
o) promuove studi e ricerche, anche in collaborazione con il Comitato Italiano per l’Unicef, sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, avvalendosi a tal fine del Centro Nazionale e Regionale di documentazione e analisi sull’infanzia e l’adolescenza e degli Organismi pubblici di ricerca statistica, economica, sociale;
p) collabora con l’Osservatorio regionale per il disagio minorile, di cui all’articolo 4 della Legge Regionale 2 gennaio 2003, n. 1 alla raccolta ed elaborazione dei dati relativi alla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza.

2. Il Garante, promuove con gli Enti Locali e con gli altri soggetti, in raccordo con la Consulta regionale di protezione e pubblica tutela dei minori e con il Comitato Italiano per l’Unicef, iniziative volte a rendere effettiva la tutela dei minori ed in particolare per la prevenzione dell’uso dell’alcool e della droga, per la tutela degli abusi dell’infanzia e dell’adolescenza in relazione alle disposizioni della Legge 3 agosto 1998 n. 269 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno dei minori, quale nuove forme di riduzione in schiavitù”. 

Articolo  4 – Comitato Consultivo del Garante
1. È istituito un Comitato consultivo con il compito di esprimere pareri e formulare proposte per la promozione e la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
2. Il Comitato consultivo è composto da rappresentanti del volontariato, delle associazioni degli Enti Locali e delle famiglie e delle professioni coinvolte nella promozione e protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, integrato da una componente fissa di minori che vi partecipa in condizioni di parità con gli altri membri. Con regolamento regionale, da emanarsi entro 30 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, sono individuate la composizione, la durata, le modalità di nomina. 

Leggi il testo completo della Legge regionale n.18 del 29 giugno 2009. Il testo  è stata pubblicata nel B.U. 03/07/2009, n.29

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Autore: Admin

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