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Italia Lavoro, le potenzialità occupazionali del lavoro di cura

Dal sito di Italia Lavoro.

Nei servizi sanitari, sociali e di cura sarà possibile creare 500 mila nuovi occupati fino al 2020. La previsione è contenuta nel Rapporto presentato da Italia Lavoro sui cosiddetti “white jobs”, un settore che attualmente conta 2,5 milioni di occupati e che produce 98 miliardi di valore aggiunto, pari al 7% del prodotto complessivo del Paese.
L’aumento è legato all’invecchiamento della popolazione – si legge nel Rapporto- che genera una domanda crescente di servizi sanitari, sociali e personali, e alla maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che determina la necessità di acquistare i servizi sostitutivi del lavoro domestico. Questi settori registrano una crescita del 70% rispetto al 2000. Sono settori nei quali prevale un’occupazione stabile, dal momento che i lavoratori dipendenti sono in larga maggioranza (89%) e il 91% di loro è assunto con contratto a tempo indeterminato.
Dal Rapporto di Italia Lavoro emerge che nei white jobs sono coinvolte le professioni più qualificate come quelle dei medici e dei tecnici dei servizi sanitari e sociali ma anche quelle non qualificate degli addetti ai servizi domestici e alla persone. Il livello d’istruzione di questi lavoratori è nettamente superiore a quello complessivo, dal momento che solo un quarto ha conseguito al massimo la licenza media, il 39% è diplomato e il 35% ha la laurea. Nei settori dei servizi sanitari e di cura operano imprese, prevalentemente piccole, liberi professionisti, istituzioni pubbliche e non profit, ma anche famiglie come datori di lavoro domestico. Diversamente da quanto si registra negli altri settori economici, la modesta dimensione delle aziende che operano nei settori della sanità e dell’assistenza sociale (escluse le istituzioni pubbliche e non profit) non impedisce alti livelli di produttività e d’investimenti. Quasi la metà degli addetti lavora presso istituzioni pubbliche, tuttavia questa quota si è ridotta notevolmente, mentre sono aumentate le percentuali delle imprese private e delle istituzioni non profit.
Leggi il Rapporto

 

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Autore: admin

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