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Riforma del terzo settore, il nodo della vigilanza

La Commissione Affari sociali che sta esaminando il DDL delega sul terzo settore è al lavoro sul delicato tema della vigilanza sugli enti di terzo settore, una questione assai delicata soprattutto nell’ottica di assicurare credibilità a fronte di fatti di cronaca che negli ultimi mesi hanno messo in luce la presenza di comportamenti censurabili da parte di enti non profit. La relatrice Lenzi, con il parere favorevole del Governo, ha presentato il seguente articolo aggiuntivo:

2-bis  (Vigilanza, monitoraggio e controllo).
1. Le funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo sugli enti del Terzo settore, ivi comprese le imprese sociali di cui all’articolo 4, e sulle relative attività, finalizzate a garantire l’uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare ed essi applicabile, sono esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione per quanto di competenza con i ministeri interessati e con l’Agenzia delle entrate, ferme restando le funzioni di coordinamento e di indirizzo di cui all’articolo 2-ter, lettera n). Nello svolgimento di tali funzioni, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali individua modalità di coinvolgimento e raccordo anche con le strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f).
2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell’ambito delle attività di cui al comma 1, promuove l’adozione di adeguate forme di autocontrollo degli enti del Terzo settore, anche attraverso l’utilizzo di strumenti atti a garantire la più ampia trasparenza e conoscibilità delle attività svolte dagli enti medesimi, sulla base di apposite convenzioni stipulate con gli organismi maggiormente rappresentativi degli enti stessi o con le strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e). 

Come si può constatare da tale testo, relatrice e Governo non considerano opportuna l’istituzione di un’Agenzia di settore o di una Autorità indipendente. A tale proposito la relatrice osserva che “una vigilanza efficace su una platea così vasta richiederebbe una struttura di dimensioni rilevanti, con conseguenti problemi nell’individuazione delle risorse necessarie”. Inoltre, sempre secondo le parole della relatrice, la proposta formulata “mira ad assicurare un coinvolgimento degli stessi soggetti del Terzo settore nelle procedure di controllo, anche tramite la collaborazione con i centri di servizio per il volontariato per consentire il necessario supporto agli enti di dimensioni ridotte.”

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Autore: Marocchi

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